Francavilla Fontana è una interessante e fiorente realtà produttiva nel campo agricolo, artigianale e commerciale, favorita, sin dall’antichità, dalla felice e baricentrica posizione geografica tra l’Adriatico e lo Ionio. La città conserva i segni dell’antica Via Appia, percorsa dai romani per raggiungere il porto di Brindisi ed imbarcarsi per l’Oriente. Oggi continua a svolgere un ruolo di centralità nella vasta area salentina e di convergenza delle strade che giungono da Latiano, Oria, Manduria, Sava, San Marzano, Carosino, Grottaglie, Villa Castelli, Ceglie Messapica, Ostuni e San Vito dei Normanni. La città vanta una funzione importante nei collegamenti con le Ferrovie sia dello Stato che della Sud-Est. Il territorio, coincidente con quello dell’antica Rudiae – patria del poeta latino Quinto Ennio Calabro -, mostra tuttora le testimonianze di una presenza umana che risale alla preistoria. Persistono grotte cultuali di età eneolitica. Nella grotta di Santa Candida fu rinvenuto il frammento di tazza neolitica con figura antropomorfa a graffito lineare di orante assunto a logo del Museo di “Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale” di Ostuni. Nel Museo Archeologico Nazionale di Taranto sono esposti i frammenti di vasi neolitici rinvenuti nel villaggio di capanne scoperto nel 1950 in contrada Carlo di Noi Inferiore. Dei Messapi, giunti dall’Illiria tra l’VIII e il VII sec. A.C., vi sono diverse scoperte nei quartieri più recenti della città ed in numerose contrade. A Francesco Ribezzo, glottologo ed importante studioso di civiltà e delle epigrafi messapiche, è stato intitolato, nel 1956, il nuovo Museo Archeologico Provinciale di Brindisi. Nel nuovo quartiere San Lorenzo, nel 1978, venne alla luce una vasta necropoli messapica: 14 tombe, 15 buche, 6 pozzi e resti di abitazioni, trozzelle e vasi di stile Egnazia, esposti nel Museo Archeologico Nazionale di Taranto. Sempre ai Messapi si devono gli imponenti resti del sistema difensivo, ancora presenti sul territorio e fruibili dal visitatore, e le “specchie” – torri a base circolare con funzioni di difesa, avvistamento e sepolcrali. La specchia Giovannella è il modello più evoluto costruito con massi perfettamente assemblati, e non, con pietre informi, usati, come per i muri a secco, per le specchie Capace, Castelluzzo o Miano e Calò. Segni di vita eremitica del cristianesimo dei primi secoli sono individuabili nella grotta-chiesa della masseria Santa Croce ove sono tuttora presenti affreschi del XVII secolo rappresentanti Santi Francescani, Gesù in preghiera nell’orto degli ulivi e caricato della croce con il Cireneo e l’immagine di Santa Maria dell’Abbondanza.. Testimonianza del medioevo sono in epigrafi riutilizzate in costruzioni più recenti. Nella chiesa dello Spirito Santo, già Cappuccini, sono presenti, all’ingresso, due acquasantiere in marmo del XV secolo, rette da mani aperte e, all’interno, la tela della Vergine col Bambino e Santi del maestro Ludovico Delli Guanti, annotata nell’elenco dei quadri della Reale Commissione delle Belle Arti del1810. Il foggiaro, scoperto in piazza Umberto I, attesta che la coltura del grano è stata fonte importante dell’economia cittadina e permette ora di leggere una pagina nuova di archeologia industriale facendoci intravedere da dove si traeva la ricchezza che ha consentito edificazioni di palazzi, case, chiese, conventi e monasteri. Di interesse particolare sono i resti recentemente rilevati a est di piazza Umberto I. Francavilla è una città ricca di storia, di arte e di cultura da conoscere attraverso i numerosi palazzi dalle linee architettoniche del XVII-XVIII secolo, il barocco delle imponenti chiese tra cui campeggia la Cattedrale col la cupola maiolica più alta del Salento, il maestoso Castello residenza Principi Imperiali per oltre due secoli, i seicenteschi artistici portali dei palazzi, le grandi porte cittadine, vestigia delle antiche mura che cingevano il nucleo antico, ed i vicoli e le strani convergenti nelle varie “piazzette” del centro storico che divengono il naturale e suggestivo Scenario in cui si svolgono i Riti della Settimana Santa. L’agro di Francavilla, che da sempre occupa un ruolo di primo piano nell’ampia area geografica denominata “Terra dei Principi Imperiali” e caratterizzato da vaste distese di ulivi centenari – in una pergamena del 1568 conservata presso l’Archivio Capitolare della Chiesa Matrice e già riportata la pianta di ulivo assunta come emblema della città – è punteggiato da oltre settanta antiche masserie, numerosi trulli e disegnato dai muri a secco. Le solide masserie fortificate con le “garitte pensili” e le feritoie per vigilare e sparare realizzate agli angoli degli edifici, con le caditoie in corrispondenza delle porte e delle finestre da cui respingere eventuali assalitori, sono delle vere e proprie strutture difensive in cui ha vissuto per secoli gran parte dei nostri antenati. In alcune masserie vi sono ancora le chiesette con interessanti affreschi ove si celebrava la messa per i custodi delle bestie che non potevano recarsi in paese. Il paesaggio agrario è particolarmente arricchito dalla presenza di numerose dimore rurali, ville, casine e casini sorti nel ‘700, ove i nobili vivevano per buona parte dell’anno. Nel centro urbano, tra gli antichi balconi e loggiati dei palazzi, si respira il profumo dei dolci preparati in modo tradizionale tra cui il gustosissimo dolce povero “la copeta”, dal caratteristico colore marrone scuro composto da mandorle amalgamate con zucchero, e i confetti “ricci” composti da mandorle tostate e aromi naturali. Il loggiato di Palazzo degli Argentina, ora Leo, costruito probabilmente dai Musachi, profughi albanesi presenti in città nel 1508, e decorato con uno stile non collegabile con alcuna scuola locale, delle otto formelle, quattro rappresentano le stagioni. Dal 17 novembre 1913 è stato riconosciuto dal Ministero della Pubblica Istruzione monumento “regionale”, quale opera d’arte scultorea medievale pugliese. La Terra di Francavilla, attraverso le varie vicende storiche che si susseguirono, fu acquistata nel 1575 da Davide della famiglia Imperiale di Genova, detta poi Imperiali, che la governò per 8 generazioni fino al 1782, incidendo in modo significativo sull’impianto urbanistico della città. Gli Imperiali hanno avuto grande influenza nella vita politica, economica, sociale e culturale della città e dei centri limitrofi che acquisirono negli anni successivi. La loro amministrazione produsse un effetto decisamente positivo per il territorio che divenne una delle aree più prospere e progredite. Francavilla, sotto l’impulso degli ultimi principi Michele seniore e juniore, assunse l’aspetto attuale con la nascita di nuovi borghi e rioni, la cinta delle mura si ampliò e si aprirono nuove Porte. L’interesse al sapere, verso la cultura e l’arte, ha determinato in Francavilla l’esistenza di centri di istruzione con scuole e circoli. Complesso monumentale inestimabile, luogo di crescita culturale, civile, sociale e religioso, e non solo per Francavilla, è la Chiesa di San Sebastiano, iniziata a costruire il 20 ottobre 1696, con annesso il Real Collegio Ferdinandeo – attuale Scuola Media “V. Bilotta” – ove hanno operato, per circa due secoli (1682-1866), i padri delle Scuole Pie, giunti in città per volontà testamentaria del principe Andrea Imperiali. I padri Scolopi hanno istruito, educato e formato generazioni di illustri intellettuali e studiosi. Nella Chiesa di San Sebastiano hanno vissuto e pregato San Pompilio Maria Pirrotti e il Beato Bartolo Longo. La ricerca della didattica e dell’istruzione pubblica è sempre stato vivo nella tradizione dei cittadini di Francavilla. Nel pieno delle riforme scolastiche postunitarie, Vincenzo Caroli pubblicò il “Modo razionale di lettura e scrittura contemporanea”, favorevolmente accettato dalle scuole di 40 province. Di Vincenzo Lilla è un “Manuale di filosofia del diritto” che, pubblicato per la prima volta nel 1883, ha avuto molte riedizioni nel secolo scorso. Giovanni Calò, filosofo spiritualista di fama, fu autore, tra l’altro, di un chiaro e ricercato “Corso di Pedagogia”, edito tra il 1946 e il 1949. Molti figli di Francavilla hanno eccelso nel trasmettere il sapere con pubblicazioni oggi rare. Grandi musicisti e compositori hanno avuto i natali in questa città. Il Concerto Bandistico “Città di Francavilla Fontana” rappresenta un lustro e un vanto del patrimonio musicale e culturale dell’intero Mezzogiorno ed è l’istituzione che promuove l’immagine della città in Italia e all’estero. La Banda Musicale è figlia di una tradizione centenaria che è strettamente legata alla storia della città, basti ammirare il balcone di Palazzo Giannuzzo-Bottari, ora Carissimo, ove sono scolpite immagini di musici con strumenti a fiato, a corde e a percussione, cioè un’intera orchestra.
La Scuola Musicale Comunale “Padre Serafino Marinosci”, ripristinata nel 2003, ma già presente sul territorio cittadino, alla fine del 1800, consegue anno per anno risultati sempre più importanti e a dir poco straordinari, annoverando qualcosa come 200 allievi iscritti.
Le Associazioni e le compagnie teatrali operanti attualmente traggono linfa da un ricco patrimonio che ha un importante riferimento nell’opera teatrale “NNiccu Furcedda”, segnalata come il primo lavoro letterario in vernacolo del ‘700 Pugliese, scritta dal medico Gerolamo Bax, in cui vi è tanta storia dell’economia locale e molto della lingua toscana nel vernacolo con cui è scritta. Nelle ampie sale di ingresso delle case, nei saloni dei palazzi e nel teatro fatto costruire nel 1715 dal Principe Michele III Imperiali, si recitarono le grandi opere. Sono presenti e fruibili i resti della muraglia di recinzione del “giardino delle delizie”, realizzato da Michele IV, ultimo feudatario, come parco del Castello in cui furono portate piante che dovevano dare i colori di primavera anche d’inverno e fece scavare ampie vasche perché, colme d’acqua, fossero peschiere e laghetti per piccole barche. Quel giardino spinse nobili e borghesi del luogo ad avere nelle proprie ville piante rare ed esotiche di tutti i continenti che ancora rendono delle oasi botaniche, Villa Resta e Villa Maria. L’imponente Chiesa Matrice, ricostruita dopo il terremoto del 20 febbraio 1743 sul sito della antica chiesa angioina, dalla maestosa e slanciata facciata barocca con ricco portale e la cupola più alta del Salento, rivestita all’esterno in mattonelle policrome di maiolica, campeggia su tutto il territorio circostante. Nell’interno, grandioso e luminoso, la presenza di numerosissime opere d’arte pittoriche e scultoree, in legno e argento, di notevole pregio realizzate da importanti artisti, crea un museo aperto e visitabile quotidianamente. Tanto le tele che gli oggetti conservati sono sin dal 1939 notificati e tutelati dalla Sovrintendenza ai Monumenti e alle Gallerie. Alle spalle della Chiesa Matrice il loggiato di Palazzo Cotogno con gli stemmi di nobili famiglie ripetuti sui piastrini, e le tre formelle della balaustra con le immagini scolpite tratte dal libro “Delle Imprese” di Giulio Cesare Capaccio, pubblicato a Napoli nel 1592, contribuisce a rendere suggestive le stradine del centro storico. Centro storico che, durante i Riti della Settimana Santa, diviene lo scenario naturale del secolare pellegrinaggio dei “Pappamusci” – coppia di pellegrini scalzi ed incappucciati – del giovedì e della imponente Processione dei Misteri che si svolge il venerdì a cui assistono diverse migliaia di forestieri provenienti da ogni parte d’Italia. Le secolari ritualità della Settimana Santa, simili per alcuni aspetti a quelle di Siviglia, sono tra le più significative e vissute della Puglia e costituiscono nell’intera provincia di Brindisi una eccezionale unicità in cui rivivono i momenti più intensi, le consuetudini particolari e le tradizioni storiche e culturali della nostra gente. Dopo la Pasqua, per la festa di San Marco, il 25 aprile, si svolge la fiera per la compravendita di bestie e di attrezzi agricoli. La festa della Madonna della Croce richiama al Santuario pellegrini da tutta la Puglia che coincide con la Fiera dell’Ascensione, istituita dal Principe Michele Imperiali Seniore, ove per secoli si sono esposti i migliore prodotti dell’artigianato locale. I festeggiamenti civili e religiosi del Corpus Domini ed in onore dei SS. Medici Cosimo e Damiano portano in città numerosi fedeli provenienti da più parti. La festa della Madonna del Carmine si celebra devotamente il 16 luglio, nel pieno dell’estate. La festa patronale in onore della Madonna della Fontana, il 13 e 14 settembre, richiama ogni anno nella città, riccamente addobbata con luminarie, molti visitatori ed emigrati. La terza domenica di settembre, di ogni anno, viene organizzato il Corteo Storico che rievoca il rinvenimento della sacra icona bizantina raffigurante la Vergine con Bambino, ora Maria Santissima della Fontana, Patrona della città. La manifestazione, che attrae una numerosa partecipazione di forestieri, si svolge con il Patrocinio del Comune, della Provincia, della Regione, e con l’alto Patrocinio del Presidente della Repubblica e del Consiglio dei Ministri. Il programma di “Città Estate” comprende la mostra dei prodotti tipici locali nel centro storico, concerti e rappresentazioni nelle varie piazzette e nell’anfiteatro della Villa Comunale. Per il periodo natalizio, nelle case e nelle chiese, si allestiscono mostre di presepi e la Parrocchia di San Lorenzo realizza il presepe vivente proponendo usi e costumi del passato. Durante il periodo di Carnevale, in Piazza Umberto I vengono allestite diverse bancarelle del confetto “riccio”, dolce prodotto unicamente a Francavilla e inserito nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali con decreto del 22 luglio 2004 del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
APT di Brindisi
Sig. Alessandro RODIA