alla prossima edizione del
CONCORSO MUSICALE NAZIONALE
CITTA' DI FRANCAVILLA FONTANA
Premio "Terra degli Imperiali"

IL NOME
Imperiale - o Imperiali - è il nome di una nobile famiglia della Repubblica di Genova. Già denominata Tartaro, nel corso del XVIII secolo, fu proprietaria di un vasto feudo nel Salento settentrionale.
ORIGIni
Originata dalla nobilissima e Dogale famiglia Imperiale di Genova è una delle ventotto che tennero un proprio Albergo di Nobiltà. Fu reiteratamente onorata della suprema dignità di Doge e, nel 1638, fu ricevuta nell'Ordine di Malta raggiungendo i fasti più elevati. Insignita del Toson d’Oro e del Real Ordine di San Gennaro, nel 1743 fu aggregata al Patriziato napoletano nel Seggio di Capuana e, nel 1639, fu decorata del titolo di Principe di Francavilla, nel 1608 del titolo di Marchese di Latiano, e, nel 1573, di quello di Marchese d'Oria. Essa occupò, inoltre, i maggiori uffici nella Real Corte Borbonica: di Maggiordomo Maggiore dal 1753 al 1759, di Capitano Delle Reali Guardie del Corpo dal 1775 al 1782 e di Cavallerizzo Maggiore dal 1855 al 1860.
I primi documenti che si riferiscono agli Imperiali risalgono al XII secolo. La famiglia si ritiene originata dai conti di Ventimiglia, come conferma un privilegio dell'Imperatore Carlo VI d'Asburgo. Assunse il nome di "Imperiale" per la presenza alla corte dell'imperatore Arrigo VII di Lussemburgo, venuto in Italia per rinverdire i perduti fasti imperiali.
Alla corte di Arrigo erano presenti anche molti altri nobili di tutta Italia e personaggi illustri, tra cui Dante Alighieri. Gli Imperiali ebbero riconosciuti i titoli di Principe, Duca, Marchese, Nobile dei Principi di Francavilla, Patrizio Genovese e Napolitano ed il trattamento di Don e Donna.
MEMBRI ILLUSTRI
Capitano Davide Imperiale, primo marchese di Oria, signore di Francavilla e Casalnuovo-Manduria, fu "capitano di galere" a Lepanto (1540-1612). In occasione della battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571 contro l'Impero Ottomano, poiché una nave turca minacciava di speronare la galea Capitana al cui comando era Marcantonio Colonna, ammiraglio della flotta pontificia e comandante in seconda dell'intera flotta cristiana, sacrificò eroicamente la propria nave, schiantandosi contro la nave turca per proteggere la nave del Colonna.
Giovanni Vincenzo Imperiale (1582-1648), politico, letterato e collezionista d'arte genovese.
Davide Imperiali (1592-1632), terzo marchese di Oria, signore di Francavilla e Casalnuovo, patrizio genovese. Fu capostipite degli "Imperiali di Francavilla".
Michele Imperiali (1623-1664), primo principe di Francavilla, quarto marchese di Oria e signore di Casalnuovo, signore di Massafra, patrizio genovese.
Giulio I Imperiale (1680-1738), primo principe di Sant'Angelo dei Lombardi, grande di Spagna di I classe, patrizio genovese. Fu capostipite degli "Imperiale di Sant'Angelo".
Giuseppe Renato Imperiali (1651-1737), nominato cardinale da papa Alessandro VIII, fu uno dei candidati favoriti per l’ascensione al soglio pontificio. Ottenne ben 18 voti, ma non fu eletto a causa della sua età avanzata e dell'ostilità del re di Spagna che pose il veto alla sua candidatura.
Guglielmo Imperiali di Francavilla (1858-1944), diplomatico, fu ambasciatore d'Italia a Costantinopoli (1904), poi a Londra (1910), dove prese parte al Patto di Londra del 1915. Alla fine della prima guerra mondiale fu membro della delegazione italiana a Ginevra per la firma del Trattato di Versailles del 28.6.1919 e rappresentante italiano al Consiglio della Società delle Nazioni dal 1921, da cui si dimise subito dopo
Giovanni Imperiali d'Afflitto di Francavilla (1890-1983), generale di cavalleria dell'Esercito Italiano nella campagna di Libia e nella prima e seconda guerra mondiale, membro della Consulta Nazionale del Senato del Regno, decorato come cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia e dell'Ordine Militare d'Italia, ricevette una medaglia d'argento al valor militare, quattro medaglie di bronzo al valor militare e
DOGI DI GENOVA
Anche a seguito del comportamento del capitano Davide Imperiale durante la battaglia di Lepanto, la famiglia acquisì molto prestigio nella Repubblica di Genova ed ebbe tra i suoi membri 4 dogi tra il XVII e il XVIII secolo:
Giovanni Giacomo (Tartaro) Imperiale: 25 aprile 1617 - 29 aprile 1619
Francesco Maria Lercari Imperiale: 18 agosto 1683 - 18 agosto 1685
Francesco Maria Imperiale: 22 settembre 1711 - 22 settembre 1713
Ambrogio Imperiale: 4 ottobre 1719 - 4 ottobre 1721
Rami della famiglia Imperiale
Imperiale di Sant'Angelo. Il ramo iniziò con l'acquisto da parte di Gian Vincenzo Imperiale di Genova, nel 1631, dello "Stato di Sant'Angelo" del Regno di Napoli, comprensivo di Sant'Angelo dei Lombardi, Nusco, le terre di Lioni, Andretta e Carbonara (oggi Aquilonia). Il principe Placido Imperiale di Sant'Angelo fu fondatore di Poggio Imperiale in Capitanata.
Imperiali di Francavilla. Presero il nome dal predicato nobiliare del feudo di Francavilla Fontana, di cui ebbero il principato nel 1639. Il Castello, o Palazzo Imperiali, oggi sede del Comune di Francavilla Fontana, con la sua collezione di opere d'arte testimonia il mecenatismo degli antichi proprietari.
Imperiali di Latiano. Presero il nome dal predicato nobiliare del feudo di Latiano, di cui ebbero il marchesato intorno al XVIII secolo e dove vissero fino al 1909 (Guglielmo è stato l'ultimo discendente). Il Palazzo Imperiali oggi è sede della Biblioteca comunale e del "Museo del Sottosuolo"; vi vengono conservate alcune tele di Gerolamo Cenatempo provenienti dalla collezione dei marchesi. La cappella di famiglia è opera di un grande architetto ed esponente del barocco leccese, Mauro Manieri.
EDIFICI STORICI
Palazzo Imperiale a Genova
Per volontà di Giovan Vincenzo Imperiale, il palazzo venne costruito intorno al 1560, da Giovanni Batta Castello, detto il Bergamasco, e subito dopo ampliato verso Soziglia su progetto di Andrea Ansaldo. Fu presente nella lista dei beni ereditati dalle varie generazioni della famiglia, tra il 1576 e il 1664. Nel 1584 il futuro doge Giovanni Giacomo Imperiale (1617-1619) aprì la nuova "strada imperiale" a Scurreria
Villa Imperiale a Genova
Prima che si imponesse a Genova lo stile dell'architetto Galeazzo Alessi, che avrebbe improntato gran parte delle ville di Albaro, per lungo tempo Villa Imperiale fu un modello di dimora. Realizzata ad un volume longitudinale, era completata da logge d'angolo. La famiglia Imperiale la tenne fino agli anni venti del Novecento, fino a quando non fu acquisita dal Comune. Oggi con il suo lussureggiante parco è un giardino pubblico per il quartiere popolare di San Fruttuoso.
Castello Imperiali di Francavilla Fontana
Una serie di torri, costruite a Francavilla Fontana nel 1455 da Giovanni Antonio del Balzo Orsini, figlio di Raimondello, e dal marchese di Oria e feudatario di Francavilla Giovanni Bernardino Bonifacio nel 1536, costituirono la base del castello fortificato che sarebbe poi diventato il palazzo Imperiali. Fu restaurato dagli Imperiali a partire dal Seicento, ad opera dell'architetto locale Carlo Francesco Centonze di Francavilla: i suoi progetti sono conservati nell'Archivio di Stato di Napoli. Una seconda fase di lavori, diretti dall'architetto pugliese Mauro Manieri, si ebbe nel XVIII secolo e a questi si deve anche la realizzazione dello scalone nell'atrio, su disegno di Ferdinando San Felice (come ricorda il De Dominici). Oggi il palazzo è sede dell'amministrazione comunale.
Sul fianco si trova un grande loggiato barocco, con quattro arcate arricchite da numerose sculture, mentre lungo gli altri lati sono presenti monofore rettangolari. Si accede al cortile interno tramite un portale settecentesco dove si conserva attualmente il fonte battesimale del XIV secolo della chiesa angioina (distrutta dal terremoto del 1743), intorno alla quale la città di Francavilla Fontana fu fondata e dal quale la cittadina prese il nome.
Castello Imperiali di Villa Castelli
La fortezza, di età medievale, fu proprietà della nobile famiglia degli Orsini del Balzo (ramo cadetto partenopeo della ben più importante famiglia romana degli Orsini) ed era già in rovina nel XV secolo. Nel XVII secolo la famiglia Imperiali acquistò la fortificazione, trasformandola in castello e impiantando un allevamento di cavalli di razza murgese. Con il passaggio agli Ungaro il castello venne ulteriormente arricchito e adibito a palazzo ducale. Nel 1822 parte delle scuderie fu utilizzata per la realizzazione di una cappella, dedicata al Santissimo Crocifisso. Nel 1830 la chiesa venne elevata a parrocchia e consacrata dal vescovo di Oria. Nel corso del '
Il castello ha conservato, sino alla fine del XVIII secolo, le merlature ed i cannoni, successivamente rimossi. La facciata Nord è stata irrimediabilemnte stravolta da ripetuti interventi, effettuati con scarsa competenza storica. E' invece ancor oggi salva la parte più antica, la facciata Sud del castello che conserva, totalmente inglobata nel complesso architettonico, l'antica torre, oggi sede dell'aula consiliare. Dall'alto dell'ultimo colle delle Murge, domina la pianura salentina. Sono ancora visibili caratteristiche di età tardo-medievale e rinascimentale.
Palazzo Imperiali di Latiano
La struttura di epoca normanna risale al XII secolo ed è situata per motivi strategico-militari sulla via Appia, da sempre importante crocevia per gli spostamenti degli eserciti. Si trova nella centrale piazza Umberto I di Latiano. Nacque come fortezza difensiva ed è stato rimaneggiato più volte, sino all'attuale aspetto di palazzo gentilizio settecentesco, soprattutto ad opera della famiglia Imperiali, da cui prende il nome.
Gli ultimi lavori strutturali, che hanno conferito all'edificio l'attuale fisionomia, risalgono al 1714, come risulta da talune iscrizioni sul frontale;.
Nel 1909 il Palazzo fu venduto dall'ultimo erede Guglielmo Imperiali al Municipio di Latiano.
Palazzo Imperiali-Filotico a Manduria
Ruggero il Normanno, dopo il 1090, fece riedificare la città di Manduria, distrutta dalle incursioni barbare (in particolare dei Saraceni e dei Goti) col nome di Casalnuovo. Sul castello le fonti sono molto avare di notizie, a tal punto da non poter stabilire con certezza le esatte dimensioni e l'esatta importanza del maniero. Si suppone fosse sin dall'inizio di proprietà feudale, dal momento che non è citato nello Statutum de reparatione castrorum, un elenco di fortezze demaniali redatto in età federiciana (1241-1246). Sui ruderi del castello normanno fu concepita una nuova residenza principesca da Don Michele III Imperiali, feudatario di Casalnuovo nel 1717, così come riportato dalla iscrizione sul portale di accesso all'appartamento al piano nobile («Michael lmperialis A.D. MDCCXVII») e costruito, a partire dal 1719, come elemento fondamentale di un importante piano di rinnovamento urbanistico della città, perseguito mediante la creazione di nuovi assi prospettici rivolti verso l'esterno della cinta muraria antica. Il palazzo è concepito secondo lo schema classico della dimora urbana, a pianta quadrata e isolato sui quattro lati: per lo stile severo ed austero risultano evidenti le caratteristiche di unicità nel panorama del tardo barocco salentino, dal quale esso si discosta decisamente; interessanti appaiono invece le analogie con esempi tardomanieristici romani a cavallo tra sei e settecento. L'unica concessione al gusto rococò del tempo è costituita dalla lunga balconata in ferro lavorato "a petto d'oca".
Dal maestoso portale, fiancheggiato da due colonne di ordine toscano, si accede all'androne coperto e, proseguendo, all'atrio interno. Di rilievo è la monumentale scalinata a doppia rampa aperta sull'atrio, secondo una tipologia che all'epoca ebbe grande diffusione soprattutto a Napoli.
Dopo la morte di Michele III, il suo erede omonimo, Michele IV, rimase per lo più a Napoli dove morì nel 1782 senza lasciare discendenza. L'edificio, non ultimato nell'ala sud-est e probabilmente mai utilizzato dalla famiglia dei feudatari, passò per alcuni anni al Regio Fisco (si narra che il re delle Due Sicilie Francesco II, in visita in Terra d'Otranto, nel fare tappa a Manduria, definì questo palazzo addirittura più bello della sua stessa reggia di Napoli). Fu poi riacquistato da Don Vincenzo Imperiali del ramo dei marchesi di Latiano e nuovo principe di Francavilla e, da questi, passò al figlio Federico che nel 1827 lo cedette a Don Vincenzo Filotico, gentiluomo manduriano.
Ai Filotico si devono alcuni interventi come la costruzione di un ampio loggiato su una delle facciate dell'atrio interno, oltre all'arredo e le decorazioni interne. L'edificio è tuttora residenza della famiglia Filotico, ad eccezione di alcuni dei locali al piano terra che, passati di proprietà in seguito ad una divisione tra eredi nel dopoguerra, risultano destinati ad attività commerciali.
Palazzo Imperiali di Avetrana
Il primo nucleo venne edificato dai Pagano e fu ampliato in seguito dagli Albrizzi: questa parte più antica si affaccia su largo Cavallerizza e presenta uno stemma gentilizio su uno degli accessi. La famiglia Imperiali aggiunse l'ala orientale nel XVIII secolo, più sontuosa, con un portale bugnato, una scalinata trionfale ed un'ampia corte.
Palazzo Imperiali di Salza Irpina
Il palazzo è sito nella parte più antica di Salza Irpina e presenta al centro della facciata un portale del XVIII secolo, decorato con due semicolonne che sostengono le mensole del balcone centrale del piano nobile. L'edificio gentilizio è composto da quattro distinti livelli e venne fatto edificare dai Berio, marchesi di Salza, alla fine del XVII secolo. Dall'androne si sviluppa una scala con volte a vela che conduce ai livelli superiori, in quanto, i due livelli inferiori fungevano da deposito o cantina. Il "piano nobile" o "piano di rappresentanza" è caratterizzato da molteplici sale, alcune corredate ancora dagli antichi affreschi e dalle porte originarie risalenti al XVIII secolo. All'ultimo piano, si trovano le ampie stanze che costituivano la "zona notte", a cui corrispondono sulla facciata delle finestre rettangolari con cornici in pietra. Sull'ultima parete della grande scala in pietra, si trova ancora un grande drappo ricamato raffigurante lo stemma degli Imperiali, un'aquila nera con le ali aperte. A seguito del terremoto del 1980, il palazzo è stato sottoposto ad un importante intervento di restauro.
Villa Imperiali a Vicenza
Si ritiene progettata nel 1681 dall’architetto Carlo Borella, con un settore centrale del prospetto leggermente avanzato e distinto per la presenza di quattro lesene ioniche, di aperture centinate e del portale d'ingresso, il cui frontone triangolare ospita lo stemma del casato. Le brevi ali presentano una serliana forse in origine aperta. Vasto e ancora ben tenuto il parco.